June 9, 2010

Pianoforte vero o digitale?

Il problema
Non avendo spazio in casa per un pianoforte vero e sapendo che il 98% di coloro che iniziano a suonare il pianoforte interrompono il proprio percorso o cambiano strumento [1] abbiamo scoperto che esiste una interessante alternativa.

La soluzione
Una possibile alternativa ai pianoforti veri è rappresentata dai cosiddetti pianoforti elettronici o digitali che dir si voglia.
Hanno il suono di un gran coda, il vantaggio di regolare il volume e lavorare in cuffia, le possibilità di registrare, riascoltare, fare suonare a 4 mani da soli, cambiare i suoni (registri), essere trasportabili e, collegati a un PC, diventano una vera tastiera con una infinità di registri e funzionalità legate ai programmi disponibili.
Hanno una tastiera mooolto simile ai pianoforti veri (sempre più simile al crescere del costo), ma si diversificano per la peggiore e tuttora inimitata risposta acustica che sintetizzerei nei seguenti tre principali parametri:

  • livelli di risposta, secondo quanto stabilito dallo standard midi di codifica esistono solo 128 livelli di intensità e 128 di velocità e le relative combinazioni, contro le infinite combinazioni di un vero pianoforte. Appunto è limitato il piano e il forte
  • qualità della risposta, il suono è generato da una scheda elettronica che riproduce un suono reale di pianoforte campionato (registrato), modificandolo secondo algoritmi prestabiliti. Questo segnale digitali passa poi per un amplificatore e in uscita da una coppia di altoparlanti, non c'è una cassa armonica in legno che risuona
  • tempo di risposta. I tempi di risposta sono standard, sempre uguali, non esiste la variabilità del tocco naturale

Vantaggi intrinseci
Un pianoforte digitale presente sempre e comunque i seguenti vantaggi rispetto ad un pianoforte vero
  • possibilità di regolare il volume (ad esempio collegato ad un hi-fi per avere maggiore potenza in pubblico) o ascoltare in cuffia (per non disturbare in casa la notte o i vicini nei condomini)
  • portatilità (lo strumento si può facilmente spostare da una stanza ad un'altra o caricare in macchina e portare fuori per un concerto)
  • ingombro (con la risposta simile ad un pianoforte a coda, ha la dimensione della sola tastiera e, smontato, si può riporre sotto un letto per fare spazio)
  • capacità di registrare e riascoltare (con un solo tasto si ha la possibilità di risentire esattamente quello che si è appena suonato)
  • possibilità di uso come tastiera elettronica (attraverso l'interfaccia midi, tramite collegamento a un PC o ad un sintetizzatore è possibile suonare qualunque registro)
  • manutenzione (vedere sotto)
  • costo (vedere sotto)

Marche
Yamaha e Kawai (fondata 200 anni fai) sono i principali produttori mondiali di pianoforti veri, da cui sono stati recentemente derivati quelli digitali. I registri per i pianoforti digitali sono campionati da i propri pianoforti veri. Casio e Korg sono forse marchi più commerciali e derivano dal mercato dell'elettronica. Esistono altri marchi come Gem e Roland per lo più collocati nella fascia professionale. In Italia abbiamo Farfisa o Bontempi (derivati dal mercato degli organi elettrici) che oggi montano anche tastiere Fata (produttrice italiana di pianoforti veri).
Non è un caso che vi siano molti produttori giapponesi, considerata l'esigenza molto sentita di ridurre gli ingombri (es. TV piatti).

Costi
Una sottomarca di pianoforte costa 2 mila euro. Un prodotto buono 4 mila.
A parte alcuni modelli di base, anche legati a promozioni del momento che possono partire da 400€, i pianoforti digitali costano 6-700€ minimo.
I pianoforti digitali professionali arrivano a costare migliaia di euro (da 1500 a 3000), 
Una componente del costo ovviamente dipende dal marchio (fama, immagine, politica del marchio, costi di importazione).
A parità di fascia di prodotto (in un  intervallo di +/-100€ dovuti al costo del marchio testè citato) le caratteristiche dei prodotti si equivalgono e quindi la scelta dipende dai seguenti due fattori soggettivi
  • tipo di suono (es. Yamaha ha un suono meno realistico, ma più brillante più adatto al jazz), quindi la scelta dipende dal genere musicale e dal gradimento personale e va valutata provando i singoli modelli presso il rivenditore
  • funzioni accessorie (es. semplicità di smontaggio e peso per facilitare il trasporto), versatilità (numero registri e potenza acustica per uso come piano bar, metronomo e memorie per lo studio personale) 
In questa fase storica, la rapidità dell'evoluzione tecnologica produce una sempre migliore risposta acustica, con la conseguenza di una rapida obsolescenza dei modelli.
Attenzione quindi ad acquistare il modello dell'anno in corso. Considerata l'importanza della risposta acustica di cui sopra, solitamente un piccolo sconto non giustifica l'acquisto di un modello superato.

Il mercato
La possibilità di accedere a qualcosa di molto simile ad un pianoforte al prezzo di alcune centinaia di euro permette di accostarsi allo strumento a molti che per ragioni di costo o spazio non potrebbero.
Il pianoforte digitale è un tipico prodotto industriale e quindi presenta i vantaggi delle economie di scala rispetto alla produzione artigianale della maggior parte dei pianoforti veri, ma a detrimento della qualità.
Ancora una volta si osserva la diffusione di una tecnologia di massa, di livello qualitativo inferiore rispetto alla situazione esistente prima dell'avvento della tecnologia stessa (cioè il pianoforte digitale).

Caratteristiche aggiuntive
I modelli di fascia più elevata e professionali presentano le seguenti caratteristiche aggiuntive:
  • migliore meccanica della tastiera
  • migliori finiture (es. ivory touch [2])
  • migliore qualità dei registri (es. filtri digitali per rendere più realistica la risposta in funzione di intensità di pressione e velocità)
  • maggiore polifonia (numero di tasti che possono suonare contemporaneamente, da 32 a 140)
  • supporto in legno
  • maggior numero di registri (es. vari tipi di pianoforte, vari tipi di organo e altri strumenti, suoni sintetici)
  • maggiore memoria per la registrazione (es. possibilità di inserire schede di memoria)
  • maggiore potenza di amplificazione
Le caratteristiche sono state riportate in ordine di importanza in base al loro impatto sulla qualità del suono e sulla capacità di simulare al meglio il comportamento di un pianoforte vero, in altre parole l'essere meno "plasticoni" [2].

Manutenzione
Un pianoforte vero richiederebbe un'accordatura quotidiana. Certamente prima di ogni concerto. In un uso casalingo può bastare quella annuale che costa 60-100€. Il degrado dell'accordatura dipende da
  • condizioni climatiche, quindi da dove è collocato i pianoforte
  • quanto viene usato
pertanto l'accordatura è consigliabile nei cambi di stagione e nei periodi di maggiore uso.
Un pianoforte digitale non richiede alcuna manutenzione. La polvere pare sia benefica, poiché drena l'umidità, potenzialmente dannosa per i circuiti elettronici. Come tutti i prodotti elettronici, in Europa hanno due anni di garanzia di legge più eventuali estensioni legate ai rivenditori.

Tastiere e pianoforti
E' importante specificare la differenza tra una tastiera elettronica o digitale o un sintetizzatore e un pianoforte digitale.
La tastiera ha la funzione di generare suoni diversi, anche in maniera dinamica, quindi ha la capacità di riconoscere l'intensità e velocità di pressione del tasto, ma non ha la pretesa di simulare il comportamento del pianoforte.
La tastiera può essere anche muta e funzionare in abbinamento ad un PC o ad un generatore di suoni, pertanto il suo punto di forza è la versatilità, cioè la capacità di produrre suoni diversi. Quindi sono presenti numerose manopole che permettono di fare variazioni (es. pitch band e) anche durante l'esecuzione.
Al contrario il pianoforte digitale ha una tastiera e dei registri che tentano di emulare nel miglior modo possibile il comportamento di un pianoforte vero.
Il pianoforte elettrico e l'organo elettrico sono invece strumenti a sè stanti.
Il suono di pianoforte elettrico è presente in molte tastiere.

La scelta finale
Mi è stato indicato da [1] un ottimo compromesso tra qualità e prezzo per un principiante: si tratta dei modelli a basso costo Casio che partono da 400€ (CDP-100). Il Casio CDP-200R a 500€ [3] offre una meccanica accettabile ma anche molte funzioni da tastiera di medio livello, quindi la bambina è contenta, ma il papà è felice. Stiamo parlando di ben 670 registri e 200 ritmi e spazio per registrare una canzone su 5 tracce, con la possibilità di salvare su memoria SD e PC e caricarne di nuovi con apposito SW. La potenza è sufficiente in ambiente domestico, ma è anche presente un ingresso microfono/audio per cantare in pubblico (con amplificazione esterna) o campionare nuovi suoni da suonare su tutta la tastiera.

Fonti
[1] negoziante Niccolai - PI
[2] negoziante Pardini - PI
[3] negoziante Your Music - RM

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